CITTA’ VISIBILE 2012: l’IRIDE partecipa all’esposizione di STENDARDI ARTISTICI in Via MONCINI!

Da Venerdì 5 fino al 16 Ottobre,  via Moncini ospiterà una mostra di stendardi artistici di grande effetto,  coloratissimi e diversi, stesi sopra la via come drappi ornamentali.

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A Massa Marittima passanti e turisti sono molto attratti da questa mostra: si vedono molte persone intente a fotografare e a scambiare apprezzamenti a voce alta di fronte agli stendardi.

L’evento è stato coordinato da Giampaolo Bonesini e Costanza Soprana, fondatori dell’associaizone “Art@ltro” che opera nel territorio Massetano e che anche quest’anno ha collaborato per la realizzazione della manifestazione “Città visibile”.

Le socie Iride Rita Brucalassi, Angela Casagrande e Marta Gambazza hanno partecipato alla mostra portando i loro drappi, unendosi agli altri artisti (lo stesso Gianpaolo Bonesini, Teresa Celeste, Claudio Cenerini, Verena De Neve, Antonella Giordano, Andrea Massaro, Jovanka Milanko)

Angela, Rita e Marta insieme a Claudio Ulivelli, responsabile della sezioni ARTI FIGURATIVE dell’IRIDE

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Abbiamo chiesto ad Angela Rita e Marta di descriverci i loro lavori:

 Rita Brucalassi

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Lo stendardo di Rita porta la traccia inconfondibile del suo stile: pittrice esperta, insegnante di pittura, è riconoscibile tra mille al primo colpo d’occhio.

Su un lato dello stendardo viene rappresentato un paesaggio“in stile classico” (sebbene con colori diversi dal reale, come suo tipico): in lontananza si vede lo scorcio di una Massa storica con una strada che vi conduce.

-Questo lato dello stendardo – spiega Rita – rappresenta una visione più “classica” e in qualche modo “vecchia” della città: la strada simboleggia il cammino da percorrere verso la città del futuro, che si concretizza ed “esplode” sul lato opposto dello stendardo, nel quale è invece rappresentata la massa poliedrica, in cui tutto si fonde, realizzata in uno stile moderno e con un’esplosione di moltissimi colori” – ci ha raccontato Rita.

Da sempre innamorata di Massa, la sua visione è quindi quella di “una città dal futuro colorato, in cui molte cose nuove si uniscono, diversa dalla “visione statica della Massa classica””.

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Per Rita la preparazione dell’imponente stendardo è stata “rocambolesca”:

- tenevo la parte di stendardo da dipingere sul cavalletto, mentre il resto (ben tre metri di lunghezza!) era steso su tre sedie affiancate.

- Qual’è stato il ruolo di tuo marito in questo? -   Mio marito è stato una grande spalla: gli chiedevo di arrotolare la tela man mano che si asciugava e mi ha aiutata in tutti gli spostamenti della tela!

Per la realizzazione dell’opera, Rita ha impiegato tre giorni “intensi”!

 Angela Casagrande

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Lo stendardo di Angela ha colori forti ed è carico di simbolismo: le immagini del sole e della luna compaiono su ambo i lati dello stendardo assieme a particolari di costruzioni di cittavecchia e cittanuova, che si fondono perfettamente con i palazzi ornati di merletti tra i quali lo stendardo è appeso.

- Le immagini del sole e della luna – spiega Angela – rappresentano la ricchezza stessa dei Massetani: ciò che di bello può essere da loro espresso, quel patrimonio di cultura, arte, creatività che appartiene loro e che spesso viene dimenticato -  – La mia opera è dunque un invito ai Massetani a “riprendersi il sole e la luna”, ovvero a riappropriarsi del proprio orgoglio ed esprimersi, anche al di fuori del temi ordinari, attingendo a quel tesoro dimenticato che appartiene al popolo stesso.

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 Abbiamo chiesto ad Angela come abbia affrontato la realizzazione di un stendardo così grande (ben 3 metri per 80 cm):

- Semplice: ho steso lo stendardo sul tavolo di cucina – ha riposto Angela mentre il marito annuiva sospirando – dipingevo la parte di tela che si trovava sul tavolo, quindi man mano la facevo scorrere ai suoi piedi per colorare le altre parti!  – A dire il vero non sembra affatto semplice..

Liberavi mai il tavolo?- le abbiamo chiesto: – una volta asciutto, toglievo il telo dal tavolo e lo stendevo sul pavimento dello studio, per poi riprenderlo appena possibile!- con buona pace del marito “spodestato” dai vari ambienti della casa. Per la realizzazione dell’opera, Angela, che è una pittrice esperta, ha impiegato circa ventiquattro ore, spezzando il lavoro in più giorni.

Marta Gambazza

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Lo stendardo di Marta è un grande fumetto colorato e allegro, che rappresenta una donna incinta ma con un segreto, che si svela sul retro.

si tratta di una vignetta umoristica in grande, che mi è venuta di istinto mentre realizzavo il bozzetto. Il mio obbiettivo, oltre a quello di divertire me stessa realizzando lo stendardo, era quello di divertire gli altri, portando con il linguaggio semplice del fumetto un momento di buon umore ai visitatori della mostra. Trovo che il buonumore sia un valore sociale essenziale, che spesso mettiamo in secondo piano, mentre credo dovrebbe essere ricercato e proposto più spesso nelle città.  Sono felice di notare che, al di la dei luoghi comuni che lo legano all’infanzia, il fumetto può essere un mezzo artistico apprezzato, in grado di portare un messaggio pulito e immediato. Tra i vari commenti che ho ricevuto, Rita Brucalassi ha colto una simbologia che voglio ricordare: lo stendardo potrebbe essere visto come la possibilità di vedere nascere a Massa qualcosa di non necessariamente convenzionale, come racconta il retro dello stendardo”.

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Per realizzare lo stendardo, Marta, che ha le pareti della cucina alte per l’appunto tre metri, lo ha inchiodato e dipinto in verticale facendo uso di una sedia per arrivare alle parti più alte. La realizzazione, spalmata in più fine settimana, è durata tre-quattro giorni e i colori dei capelli e del vestito li ha suggeriti il suo paziente ragazzo.